GRETA PLLANA


Il lavoro di Greta ci ha intrigatə perché ha operato una scelta stilistica molto interessante, utilizzando prevalentemente solo quattro cromie e alcune sfumature che ne derivano.

Realizza dei quadri servendosi di colori ad olio per la pittura e di carboncino e matita per i disegni.

Come artista infatti, rappresenta un immaginario figurativo che prende vita dalle sue memorie e dai suoi viaggi nella terra d’origine della sua famiglia, l’Albania, in cui permangono moltissimi edifici e simboli della sua storia recente.

Ultimamente, l’artista sta lavorando molto di più sulle figure umane, che però non assumono quasi mai connotazioni di riconoscibilità o di manifestazione emotiva, spesso i volti sono molto sfumati o appena accennati, in quanto rappresentanti simbolici.

I suoi lavori quindi, si configurano come una proiezione del suo ricordo sedimentato, che confluisce con quanto il suo sguardo ritrova e riconosce come degno di rappresentazione allo stato attuale delle cose, regalandoci una visione unica e originale, riconoscibile grazie ad uno stile molto personale.      

IN DETTAGLIO
Osservando le opere di Greta in studio e più da vicino, si possono notare gli effetti incredibili che ottiene intervenendo sui colori che ha scelto come rappresentativi della sua estetica.

Grazie ad un sapiente utilizzo della tecnica della sfumatura, permette infatti che si crei la profondità ed il giusto equilibrio tra le figure e le architetture che dipinge e la luce, lasciando anche che si espanda al massimo la variegatura cromatica di ogni singolo colore.

A proposito dell’utilizzo del verde, dell’ocra e del viola, l’artista dichiara che sono state introdotte nella sua pittura grazie all’influenza che hanno avuto nel suo percorso artistico Venezia e la laguna, luoghi in cui ha iniziato ad esprimersi con le tele e a sperimentare.

TIPOLOGIA DI LAVORI E DIMENSIONI
La maggior parte dei lavori sono eseguiti su tela e carta, principalmente parliamo di medie dimensioni. Anche Greta si è cimentata con la pittura murale su grande scala, a seguito dell’invito della Cittadella degli Archivi.